domenica 6 maggio 2007

Una giornata da turista



Oggi prima vera giornata a Cordoba.

Purtroppo la mattina non promette bene, diluvia e fa buio a lungo, fin verso le 8 non c'è quasi luce.

Tanto devo lavorare e la mattinata scivola via così, un po' di lavoro.

Poi parto per il primo giro, vista la schiarita che si è intanto manifestata, decido di aggregarmi alla visita guidata, a piedi, del centro storico.

Intanto torno al Patio Olmos, centro commerciale in centro, per mangiare. Temo che l'assenza di una palestra in albergo, la quasi impossibilità di non mangiar carne e le porzioni, mi trasformeranno in una botticella.

Il giro è carino, fa una carrellata sulla storia di Cordoba, sul suo quartiere centrale e sulla "Manzana Jesuitica", il quartiere fondato e gestito dalla Compagnia di Gesù, prima della sua cacciata dalle colonie.

Scopro cose curiose, la tecnica costuttiva che unisce pietre locali, mattoni che i missionari hanno insegnato a fare agli indio e escrementi animali, che ha permesso di costruire edifici ancora ben solidi dopo 300-400 anni.

Notevole la libreria dell'Università, con i suoi duemila volumi.

Poche sensazioni nuove a parte questo, il cielo aperto dava un'altra luce alla città. Una cosa che non avevo descritto bene mi ha colpito oggi: l'odore di cibo che riempe alcune vie, che rafforza le mie sensazioni di città levantina.

E poi un grosso senso di povertà che traspare, da tante persone in giro, dallo stato di abbandono di molti edifici. Sento un certo disagio, ma non riesco a caratterizzarlo bene.

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